L'ESPERIENZA "PAPPA FISH"

Quello delle mense scolastiche rappresenta un mercato rilevante e offre importanti potenzialità di crescita per il settore ittico se si considera che il consumo medio giornaliero nelle mense scolastiche nazionali è quantificabile in 80.000 kg di prodotto ittico, attualmente tutto surgelato e di provenienza estera. 

 

“Pappa Fish. Mangia bene, cresci sano come un pesce” lanciato in fase sperimentale nel 2013, ha dimostrato con successo come sia possibile vincere la sfida di portare i bambini a mangiare con gusto il pesce: non uno qualunque, ma quello fresco e di provenienza locale, per così dire “a miglio zero”, incentivando nelle giovani generazioni la conoscenza e il rispetto per la biodiversità marina e la riscoperta delle proprie radici culturali.

ALCUNI DATI su Pappa Fish:

42 Comuni coinvolti con 282 scuole dell'infanzia, primarie e secondarie, per un totale di oltre 25 mila bambini e 90 tonnellate di pesce consumato.

È la prima volta in Italia, se non in Europa, che un'iniziativa di educazione alimentare abbraccia tutto un sistema regionale, facendo dialogare amministrazioni, mondo dell'istruzione e filiera della pesca.

Al centro della fotografia Paolo Agostini con il sindaco del Comune di Pergola, Francesco Baldelli si congratulano per il successo reso dal progetto Pappa Fish.

 

Al loro fianco, Sara Saturni che ha curato il progetto con Paolo Agostini; il vicesindaco Oradei, il capocuoco Marco Iannolo, la pedagogista Eleonora Primavera e il pescatore Basilio chiamato dai bambini della scuola “Il Cozzaro nero”. 


 

L'efficacia del progetto è stata dimostrata dai risultati.

 

Se prima della sperimentazione, servendo pesce congelato, più di metà porzione veniva buttata (52%), ora grazie a Pappa Fish lo scarto di pesce - questa volta fresco e locale - si è praticamente azzerato (6,5%), addirittura migliorando il dato del 2014 (nella prima edizione di Pappa Fish i dati sugli avanzi davano un 11%). Alici, triglie, suri, moli, pannocchie, sardine, sgombri, gallinelle, ma anche cozze, vongole e persino trote: sono solo alcune delle 15 tipologie di pesci e molluschi che, interpretate in ricette appetitose, sono arrivate sulla tavola degli alunni a seconda della disponibilità e stagione.

 

Dietro a questo risultato, c'è l'impegno di un'ampia rete di soggetti diversi: Asur, amministrazioni, psicologi della nutrizione, biologi marini; insegnanti, genitori, educatori e animatori teatrali; tecnologi alimentari, comitati mensa, cuochi, e ovviamente tutti gli stadi della filiera locale, dai pescatori alle aziende di trasformazione. Ruoli e professionalità differenti che hanno collaborato attivamente per la buona riuscita del progetto.

Approccio educativo

Oltre alla somministrazione nelle mense, Pappa Fish si è sviluppato anche in aula, con un percorso multidisciplinare e per fasi: con l'affiancamento di esperti psicologi, nutrizionisti e biologi, gli insegnanti hanno costruito progetti didattici calibrati in base alle esigenze della classe e alla fascia d'età. Così, insieme al pesce, gli alunni si sono potuti nutrire di valori importanti: salute, tutela dell'ambiente, rispetto per la biodiversità e senso di appartenenza culturale.

In totale nelle scuole coinvolte sono stati più di 800 laboratori svolti, di cui 200 dove i bambini hanno potuto cucinare con le proprie mani il pesce appena pescato dal loro mare, migliaia di ricettari distribuiti alle famiglie, innumerevoli lavori creativi come disegni, e-book e video multimediali, 40 rappresentazioni teatrali scritte insieme ai bambini e messe in scena da compagnie del territorio, e ancora le visite ai tanti luoghi della tradizione marittima (porti, mercati ittici, musei del mare di ogni città). Per concludere, infine, con una grande festa: negli ultimi giorni di scuola con i “Pappa Fish Days” i bambini hanno festeggiato la riuscita del progetto esponendo da nord a sud delle Marche i lavori di un anno, come frutto di tanto impegno e fantasia.